Correva
l’anno 1914 ed alcuni giovani sportivi palmesi,
ricchi di entusiasmo ma poveri di risorse economiche, agli
ordini del presidente Alfredo Menna, fondavano, con spirito
esclusivamente dilettantistico, una società sportiva,
con preminenza calcistica, denominandola “U.S. PALMESE”.
Purtroppo, l’anno successivo, irrompe sulla scena politica
mondiale uno degli eventi più catastrofici del 20° secolo:
La prima grande guerra, che interessò, e questa è storia,
gli anni dal 1915 al 1918, congelando il grande entusiasmo,
che seppur per breve tempo, aveva infiammato gli animi di quel
manipolo di uomini che erano i fondatori della nostra grande
società. Quindi, a causa della prima guerra mondiale,
molti dei giovani palmesi, sono costretti dagli eventi a partire
per il fronte, abbandonando, chi per breve tempo e chi, ahimè,
per sempre, i sogni calcistici.
Con la fine della guerra, non solo Palma Campania ma tutta
l’Italia attraversa un periodo a dir poco buio nel quale
la gente a mala pena tirava avanti “la carretta” e
il “calcio” era solo quello che prendeva in faccia
la gente.
Le cose cominciarono ad andare meglio con gli anni
trenta dove, peraltro, il calcio nazionale raggiunse le più alte
vette del calcio mondiale vincendo due titoli mondiali negli
anni 1934 e nel 1938, nonché un oro Olimpico nel 1936
nella manifestazione tedesca tenutasi a Berlino.
La U.S. Palmese, non volendo essere da meno, in quegli anni
vinse il campionato di III^ Divisione e la Coppa Tronchese
(manifestazione a carattere regionale) con una compagine quasi
esclusivamente composta da palmesi tra i quali ricordiamo i
fratelli Peluso (Enzo e Felice), Vincenzo Mauro, i cugini Sorrentino
e Gialì Rega.
Dopo questi anni di gloria, dal 1940 al 1945, ritorna lo spettro
della guerra ed il Paese e costretto a confrontarsi ancora
una volta con il fronte. Ne segue un periodo di magra dal momento
che il calcio a Palma Campania vive una breve parentesi, di
qualche anno, in ambito regionale senza grandi entusiasmi,
fino a quando, durante la partita Palmese – Arditi (squadra
di Napoli) a seguito di una inconcepibile quanto assurda invasione
di campo ('amma fatt' semp' burdell'), alla U.S. Palmese
viene inflitta una maxi squalifica: campionato finito anzitempo,
squalifica
del
campo per la durata
di 12 mesi e smantellamento del campo sportivo di via Trieste
con terreno che viene lottizzato per edificarci costruzioni
private.
Il calcio a Palma Campania era” FINITO “.
Bisogna attendere l’anno 1956 quando, grazie all’allora
Sindaco Biagio Sodano, l’amministrazione comunale delibera,
grazie alle pressioni di un gruppo di sportivi, la realizzazione
del campo sportivo “COMUNALE”, individuando, come
area, un appezzamento di terreno sito in via Querce.
“
RINASCE “ il calcio a Palma Campania.
Viene rifondata la squadra la quale, grazie alla vittoria nel
campionato di II^ Divisione avvenuta negli anni trenta, viene
iscritta al campionato di I^ Divisione vincendo facilmente
campionato e Play-Off, approdando al campionato di Promozione.
Dopo una militanza tranquilla, sotto la direzione del Presidente
Antonio Mascia, la PALMESE più volte sfiora il traguardo
della promozione alla serie “D” effettuando anche
vari spareggi tra i quali memorabile rimane quello del giugno
1962. Infatti, duellanti dell’eroica sfida erano le squadre
della Palmese e della Nocerina le quali si diedero battaglia
in quel di Scafati dove la Palmese, fino a sette minuti dalla
fine vinceva per 2 a 1, ne uscì sconfitta, ma con gli
onori delle armi, con il risultato finale di 3 a 2 che costrinse,
per la forte delusione, il Presidente Mascia a dimettersi.
continua >>>
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